By Giada S. Deregibus - “La mafia teme più la scuola
e l’istruzione che la giustizia.” Sono state queste le parole
introduttive del discorso di Don Ciotti ai festeggiamenti del 150° anniversario
del Plesso Lanza. Bisogna, dunque, insistere sul discorso della legalità,
soprattutto nelle scuole, in cui i ragazzi si formano, crescono e diventano
cittadini del mondo.
Sono 1600 le associazione nazionali che si sono unite per
coinvolgere le scuole nel grande cammino della non violenza e del rispetto, tra
cui Libera. La presenza di Libera a Casale- ha sottolineato Don Ciotti- è
giustificata dal fatto che anche nel Monferrato sono stati sottratti dei
terreni alla mafia, riutilizzati, poi, per il bene della comunità. “Nel 1996-
ha detto Don Ciotti- sono state raccolte un milione di firme per l’approvazione
della legge a favore della sottrazione di territori ai mafiosi. Questo è il
chiaro segno che dimostra quanto sia possibile risolvere il problema delle
mafie, imparando a riconoscere il bene e non solo il male che agisce intorno a
noi.” Il cambiamento ha bisogno di tutti, bisogna restituire dignità e rispetto
alla comunità, in modo da costruire la legalità e promuovere lo sviluppo della
persona umana. Sono state forti, profonde e cariche di significato le parole di
Don Ciotti, che hanno dato l’ispirazione
per continuare a difendere il bene: “la pressione del male, infatti,- ha
concluso il Presidente di Libera- è dentro il tessuto della società, la quale,
però, ha sempre avuto gli anticorpi per reagire. E quegli anticorpi sono i
cittadini onesti.”
Che
dire delle parole di Don Ciotti? Sono state pensate e dette con il cuore,
questo era chiaramente percepibile. La domanda è: hanno suscitato interesse? Io
credo di sì; penso che in cuor suo, ogni persona presente in auditorium, abbia
sentito come proprie quelle parole che, con il tono forte e deciso di chi
conosce quello in cui crede profondamente, sono state pronunciate dal
Presidente di Libera. C’è ancora bisogno di consapevolezza, di istruzione, di
divulgazione delle informazioni inerenti al “problema mafia”, perché purtroppo
le associazioni mafiose sono ancora troppe
e mietono ancora troppe vittime. E
allora l’invito è di darsi da fare, costruendo una nuova comunità ed estirpando
definitivamente il male radicale di questo Paese!

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