By Diletta Demartini - Dopo un lungo, lunghissimo viaggio durato tutto il giorno, la sera del 18 Marzo il triennio del Liceo Classico ha raggiunto la città slovacca di Bratislava, prima tappa della loro gita. Il giorno seguente una guida ha illustrato ai ragazzi un rapido ex cursus storico della città attraverso i palazzi, le strade e i monumenti più significativi, come l’abitazione del presidente, il quale però si trovava proprio in Italia, o la grande via segnata dai simboli della posta di quasi tutto il mondo. Impossibile infine non notare le statue sparse tra le strade raffiguranti un paparazzo, un soldato appoggiato a una panchina o ancora un uomo che sbuca da un tombino.
La destinazione successiva ha previsto il soggiorno di 3 notti a Cracovia. Dapprima sono stati visitati il castello sulla collina del Wawel e la cattedrale. I ragazzi sono potuti salire su un alto campanile su cui sono state scattate foto con soggetto l’intera città e toccare, esprimendo un desiderio, una pesantissima campana, che suona solo in casi eccezionali. Per concludere la mattinata hanno avuto l’occasione di ammirare “La dama con l’ermellino”, il famoso dipinto di Leonardo Da Vinci. Nel pomeriggio il programma ha previsto un giro nel quartiere ebraico, in cui sono stati girati film come “Shinderlist”. Ad un certo punto i ragazzi si sono travati in una piazza con 68 sedie. Ognuna di esse rappresentava 1000 ebrei deportati da quel quartiere. Questa cifra appare però minima rispetto a quelle riscontrate nel conteggio delle vittime di Aushwitz, campo di concentramento in cui gli studenti sono stati il giorno seguente insieme ad un altro, Birkenau.
Se credevo di sapere tanto sulla storia delle deportazioni, mi sono resa conto che in realtà ne sapevo ben poco. Camminando in quei campi di sterminio, tra le baracche, passo dopo passo si percepivano il dolore, la fatica e la sofferenza in ogni centimetro, dai muri su cui alcuni sono stati fucilati, al filo spinato su cui altri sono morti, al “Blocco della morte” in cui altri ancora sono morti per fame, soffocamento o perché murati in un metro quadrato, in cui stavano in quattro. Era talmente percepita l’immagine di quei luoghi meno di cent’anni fa che quasi si vedeva il fumo grigio uscire dai forni e sentire le urla ormai sorde di vittime innocenti.
Nel pomeriggio le miniere di sale hanno alleggerito la giornata, sconvolgendo i ragazzi al pensiero che 135m sotto terra c’erano sculture, gradini e persino una chiesa, in cui viene celebrata ogni domenica la Santa Messa, costruiti con il sale. Divertente avere il sapore salato sulle dita e suggestivo vedere i laghi laggiù.
Ultima tappa è stata la freddissima Brno, cittadina della Repubblica Ceca, visitata con la spiegazione di una guida. Impossibile non passare dal “mercatino di Pasqua” in cui è stato possibile trovare alcuni deliziosi souvenir. Un altro infinito viaggio, con sosta a Graz, ci ha riportati a Casale in tarda serata.
Tra freddo e vento si è così conclusa una piacevolissima gita all’insegna del divertimento ma anche della riflessione su temi che inevitabilmente sono parte non solo del nostro percorso scolastico, ma anche di formazione della vita di ognuno.
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